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Minime

mercoledì, 14 maggio 2008 21:36 in Ciacoleggio da tavolo

L'oggi è un dono.
E' forse per questo che si chiama presente?



Sensazionali Piccolezze

martedì, 13 maggio 2008 22:03 in Ciacoleggio da tavolo
Non è che alla fine lavorare dieci ore in un giorno mi sconvolga più di tanto. Ammesso e non concesso che possa sconvolgere, per il solo fatto di lasciare la vista annebbiata con nuvolette verdi e blu un pò dappertutto, questo fatto.
Stanchezza, si chiama?
Sarà.
Ma tutto il corollario del dopo-lavoro, dello stanco ha pressochè un nonnulla .
Una standing ovation per le meraviglie biologiche della chimica.
Amen.


Uno strano weekend

domenica, 11 maggio 2008 13:52 in Ciacoleggio da tavolo

Un venerdì cittadino.
Un sabato dalla sveglia atipica e una città da vivere, con gli occhiali da sole.
Una sigaretta.
Un lago.
Un pontile e un pò di conversazione.
Uno sguardo evitato.
E un altro.
Forse.
Cercato.
Il sole che colora la pelle.
Un asciugamano da dividere.
Un lettore mp3 che nasconde i pensieri.
E poi.
L'autostrada.
La musica.
Le ragazze.
L'aria.
Festosa.
Un vestitino nero che fa estate.
Un locale.
Le luci.
La solita luzzaglia da acchiappo spinto che non è.
Momento.
Periodo.
Ragione.
Di.
E il rientro al mattino.
Una sosta.
Una maledetta sosta.
In un autogrill.
Proprio in QUELL'autogrill.
Che lascia aperto un punto di domanda oscuro e sospetto.
Che lascia.
Amare sensazioni.
Di vuoto.
Amare emozioni.
Di passato.
Troppo.
Passato.
E menzogna.
E lo sguardo.
Al rientro,
Fisso.
Al finestrino.
Che va oltre.
In quell'oltre ascoltato.
Ed ora.
Inutilmente.
Inutile.
Mentre la luna fa spazio.
Solo.
Alle nuvole.

 

Dove sei. Cosa fai. Con chi sei.
Perchè ti penso ancora.
Mentre tu non mi pensi più.
E perchè.
Perchè.
Perchè.



Istantanee di momenti sotto nota

sabato, 10 maggio 2008 16:48 in Ciacoleggio da tavolo

A me ricordi il mare
e non per le vacanze
che abbiamo fatto insieme
Ma per il tuo ondeggiare
tra il gesto di chi afferra
e quello di chi si trattiene
Ci sono validi motivi per cui dovrei evitare di dirtelo
ma dal momento che mi scrivi dirò
che l'ho capito da subito
perché sei
perché sei tu che quando arrivi sorridi
e a me mi gira benissimo
e sempre tu che se decidi ti giri
e mi pugnali in un attimo
così succede che mi pare che va bene
e invece non va
e se migliora allora peggiorerà
oppure
sono sicuro che va male arrivo di là
e te lo dico tu mi dici "ma va"?
e ancora
a me succede che va bene
e invece non va
e se migliora allora peggiorerà
oppure
sono sicuro che va male arrivo di là
e te lo dico tu mi dici "ti va"?
ma io così non vado avanti
Mi ricordi il mare
non per i riflessi
per il sugo andato a male
il qualunquismo dei discorsi
sotto l'ombrellone
il sudoku che non torna
e quello che era scritto a penna
è già da cancellare
è come l'amore
va di tasca in tasca come l'accendino vuole
ti ritorna quando non hai niente da appicciare
se escludiamo il poco che rimane
ancora
ancora
ancora
Baci, baci ed abbracci
che diventano lacci
e più diventano stretti
più nascondono impicci
come un cane ti accucci
sui tuoi poveri stracci
e piano piano vai giù
come un programma di Socci
piano piano vai giù
ma poco dopo risorgi
solo che non ti accorgi
dei sorrisi posticci
dei pensieri che scacci
delle cose che lasci
per banali capricci
Mi ricordi il mare
Non per gli ombrelloni
Per la fila in tangenziale
Il malfunzionamento del mio condizionatore
la discesa libera sui sassi senza aver le scarpe
per fare i fricchettoni
Questo è un po' il sapore
del tutto compreso
inclusa la consumazione
io l'ho già bevuta
eppure ho ancora troppa sete
soprattutto quando tu mi uccidi
ancora
ancora
Quello di chi si trattiene
a me ricordi il mare
e non per le vacanze
che abbiamo fatto insieme
ma per il tuo ondeggiare
tra il gesto di chi afferra
e quello di chi si trattiene
(Silvestri, A me ricordi il mare)

 

E quello che era scritto a penna
è già da cancellare.



Ma guarda te

giovedì, 08 maggio 2008 16:24 in Ciacoleggio da tavolo

Brezza serale. Montenegro. Una musica in lontananza. Un cuscino soffice sotto alle chiappe.
Quattro ore di sana conversazione.
Zero aspettativa.
Solo interessata comunicazione.
Questa è -Mon Dieu- serenità?!

 

Corollari del caso:

* abolire ogni pensiero parallelamente nostalgico et rabbioso
* abolire la pizza al tonno di mercoledì sera dopo un ora di tapis roulant
* ripristinare una visione tanto arcana quanto mistica del Gobbo
* comprare un dondolo.


dolcegrido.   Un caffè servito

Un addio

domenica, 04 maggio 2008 14:00 in Ciacoleggio da tavolo

Tutto è finito così come è cominciato.
Con tante.
Troppe.
Parole.
E con tanta.
Troppa.
Passione.

Ricomincio da zero.
Con più forza. Volontà. Speranza.
A cercare altrove.
Quella ragazza che volevo essere.

Perchè il sole è dovunque.
Ma solo se lo porti con te.



Non si può sollevare le montagne

sabato, 03 maggio 2008 19:14 in Ciacoleggio da tavolo

Telefonate.
Da lontano e da vicino.
Che lasciano speranze aperte e il cassetto di un sogno che trabocca delirio.
Felicità intervallate.
Piccoli spazi di una nuova me stessa che cresce e si abbandona.
Una soddisfazione senza eguali.
Un bicchiere di rosso.
La voglia di gridare che non trova.
Partecipazione.
Forse.
Comprensione.
E un sentimento.
Da tenere ancorato alla terra per paura di.
Star male.
O forse.
Volare.
Che le vertigini non sono solo un bilico sul niente.
Ma.
Anche.
Su quello che può essere.
Tutto.
E una vita che si spegne nella notte, un messaggio sentito ed una risposta che vorrei dare più forte.
Incredibilmente.
Più.
Forte.

Il destino gioca le sue carte.
In modo subdolo.
Bastardo.
E ne lascia soltanto due.
Due.
Da scoprire ancora.



Minime

mercoledì, 30 aprile 2008 08:52 in Ciacoleggio da tavolo
E' fantastico quando un aperitivo super lungo con amici che da tempo non, ti ricorda chi sei, cosa vai cercando e soprattutto cosa NON vorresti.
Adoro la mia subdola, pazza, senza radici ma profondamente ancorata a me stessa, VITA.

Ritorni

domenica, 27 aprile 2008 14:20 in Ciacoleggio da tavolo

Una primavera finalmente cominciata.
Dietro.
Dentro.
Ad un inverno che non conosce fine, ne distanza.
In una stanza che regala emozioni.
Di pelle.
Di anima che si ciba di anima.
E per un secondo.
Capisce.
In un letto sfatto, umido.
Fra vestiti sparsi e bottigliette d'acqua.
Capisce.
Che una spiaggia è ancora.
Troppo.
Lontana.
Persa dentro una convinzione.
Una frase.
Racchiusa in vicinanze distanti che faticano a unirsi.
Nel fioccare di un perchè che non ha risposta.
Nè forse.
Senso.
Fotografie inesistenti di momenti.
Che cercano.
Stabilità
E
Troppi
Compromessi.
Ancora.
Stabilità
E
Ancora
Compromessi. 

E perchè cercare.
Perchè provare.
Perchè quel piccolo dolore in fondo.
In fondo.
Perchè non va via.
Perchè non trova senso.
Perchè.
Perchè quel cagnolino dalle orecchie protese è ancora lì.
Ancora lì.
Fermo a guardare.


dolcegrido.   Un caffè servito

Partenze

mercoledì, 23 aprile 2008 23:18 in Ciacoleggio da tavolo
Un paio di giorni per vedere se il cielo è azzurro ovunque.
Senza fare il giro del mondo.